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AL CONCESSIONARIO FORD
- abbiam qua una Escort nuova di zecca
- no, mi serve per lavoro, preferisco un Transit
dice Barontini che la politica è un mestiere difficile.
lui che è socio alla casa del popolo e quando fanno la lotteria passa per i tavoli della briscola a vendere i biglietti.
(la settimana scorsa ha vinto lui il prosciutto in palio: l'hanno accusato di conflitto di interessi)
(tipo Perricelli a Barontini ci sta sulle balle - Perricelli è uno che dice sempre "giustizia a orologeria" e "processi mediatici", almeno sei volte al giorno, prima e dopo i pasti - però tocca chiederlo anche a Perricelli, se vuole i biglietti della lotteria, dice Barontini)
(si vince un prosciutto, alla lotteria, o una forma di pecorino, o a volte anche il poster di Sabrina e i Mitici con su l'autografo di Sabrina)
(Sabrina e i Mitici son quelli che suonano il liscio, cioè i Mitici lo suonano, la Sabrina lo canta e firma i poster con gli autografi - son di Ravenna e arrivano un sabato sì e uno no con il pulmino con su scritto Sabrina e i Mitici e la foto di Sabrina in primo piano con i Mitici sullo sfondo della fiancata)
è un casino, la politica, dice Barontini.
e allora è sempre difficile, giudicare.
prendi Marrazzo, dice.
(Marrazzo è uno che ci piacciono i trans)
(i Trans™ son gente che ci piacciono le sorprese - farle, dico)
e quel gran bordello che ne è venuto fuori.
si fa presto a prender posizione
(me non mi pareva il caso di parlar di posizioni in un caso come questo, ma che vuoi, dice Barontini: il contesto, si capisce dal contesto che non c'è facile ironia in questa disanima lucida ed equilibrata)
(questi ultimi due entrambi ufficialmente senza sottotitolo, ma comunemente noti al grande pubblico come "Unisci i Puntini" e "Forse Non Tutti Sanno Che")
ci son passato l'altro giorno durante uno dei miei innumerevoli trasmigramenti mensili Milano-Toscana (un qualunque posto della Toscana) e ritorno
(la Toscana è un posto che qualunque posto di quel posto è meglio di Milano)
(Milano è un posto che uno appena può va in Toscana)
e tocca spiegar perchè, ora.
io ne farei anche a meno, ma poi uno dice come mai uno che si fa Milano-Toscana e ritorno entra in autostrada al casello di Piacenza Nord invece che a Melegnano
(Melegnano è un posto che finisce Milano, grazie a dio - anche se non sembra mica)
(Chianciano Terme è un posto che ci son solo alberghi, che uno dice dai scherzi: no, non scherzo per un cazzo invece, solo alberghi a Chianciano. Per quello l'hanno messo insieme a Chiusi, che sennò gli abitanti - gli abitanti di Chianciano, dico - non sapevan dove vivere,che star tutta la vita in albergo quando c'hai lo stipendio di un metalmeccanico non ce la fai mica, son soldi, viver tutta la vita in albergo)
(e poi vuoi metter la soddisfazione di dire a tua figlia, quando a tredici anni ti torna a casa alle quattro di mattina con le calze strappate e il rossetto tutto storto sulla bocca cantando "quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto, yo-oh, e una bottiglia di gin", vuoi metter la soddisfazione di dirci, a quella zoccoletta di tua figlia tredicenne, dicevo, questa casa non è un albergo?)
ma insomma.
farsi innumerevoli volte i trasmigramenti Milano-Toscana e ritorno tocca far l'A1, non ci son santi.
(l'A1 è un posto che si sta fermi: o fermi perchè s'è fatto un incidente o fermi a far la fila dietro uno che ha fatto un'incidente - delle due, si risparmia più tempo nel primo caso, dirla tutta)
(l'A1 sarebbe l'Autostrada del Sole - sì, dico io, bloccati sull'Appennino tra Roncobilaccio e Pian del Voglio con un metro di neve e trenta TIR intraversati sulla carreggiata in discesa, sole una sega, dico io)
solo che far l'A1 tocca, come ho appena detto che guarda te per spiegar le cose uno deve pure ripetersi io che non lo sopporto ripetermi per spiegar le cose, star fermi e va bene che chi va piano va sano e va lontano, ma chi sta fermo non va da nessuna parte, al limite invecchia e col passar del tempo non è più nemmeno tanto sano: che si sa, l'anzianità, gli acciacchi, quelle cose lì. sconsigliato, star fermi sull'A1, mio modesto parere.
allora uno che fa?
eh.
allora uno quei giorni che proprio c'ha le balle girate ancor prima di imboccarla l'A1, dice sai cosa, mi faccio la via Emilia.
(dice mio nonno che quando eran giovani c'era un tipo, un certo Gustavo di Borgo a Buggiano, che un giorno disse sai cosa, mi faccio la zia Emilia - ma quelle eran storie d'incesti d'altri tempi, m'è tornata in mente solo per l'assonanza, che è una cosa che ti frega l'assonanza, soprattutto se sei mezzo sordo come mio nonno o c'hai l'orecchio troppo sensibile come me)
(la via Emilia sarebbe la SS9, ma io queste sigle nazifasciste non ci voglio nemmeno pensare)
perchè la via Emilia è un posto bellissimo (non come la Toscana, ma tocca accontentarsi), è un posto che ci sono i semafori, la via Emilia, ma si procede comunque più spediti che sull'A1, dove, come spiegavo poc'anzi e mi ripetevo ancor meno poc'anzi, non puoi far altro che rimanere fisicamente e filosoficamente impigliato in quel caso particolare del moto rettilineo e uniforme che è appunto lo star fermi inchiodati in un punto come nostro signore Gesù Cristo sulla croce pace all'anima sua, poi mi sciacquo subito la bocca chiamar in causa Gesù Cristo signore nostro per una questione tanto triviale, promesso.
(Palazzina di Sopra è il mio preferito, sembra il nome di un condominio, mica di un agglomerato urbano più o meno esteso)
Anzola, Lavino di Mezzo, ora non sto qui a dirli tutti che poi ci si annoia e uno dice ma guarda questo per allungare il post c'ha messo tutti i paesini della via Emilia, non vorrei mai che poi uno pensa una cosa del genere, proprio io che son tutto un rifrullo un vulcano una fucina d'idee figurarsi se mi metto a trafficar con trucchi così di bassa lega per allungare un post, che poi chi l'ha detto che i post devono esser lunghi possono esser anche corti i post anche se poi al giorno d'oggi se fai i post troppo corti poi ti dicono questo potevi metterlo su Twitter e per uno che fa i post sentirsi dire questo potevi mettero su Twitter è la cosa più deprimente che si possa sentir dire, questo potevi metterlo su Twitter.
(Twitter è un posto di poche parole, prevalentemente inutili)
e un sacco di santi, ci sono, sulla via Emilia: San Pancrazio, San Maurizio, San Nicola, Sant'Ambrogio, Sant'Anna, San Lorenzo, Sant'Ilario ora non sto qui a dirli tutti che poi mi tocca sciacquarmi la bocca un altra volta, tirar in ballo tutti i santi di nostro signore Iddio per una roba così, sempre sia lodato, solo per allungare il post e non sentirsi dire questo potevi metterlo su Twitter, mi vengono i brividi solo a pensarci, sentirmi dire questo potevi metterlo su Twitter.
c'ha solo un problema, la via Emilia.
a Piacenza finisce.
o inizia, dipende dai punti di vista.
(che a proposito - non a proposito di Piacenza, a proposito dei punti di vista, dico - mi ricordo sempre il mio insegnante di scuola guida, Moreno si chiamava il mio insegnante di scuola guida, che mi diceva "gira a sinistra", e io "a sinistra di chi?", e lui "a sinistra imbecille", e io "sinistra rispetto a cosa?", e allora poi a Moreno, che era uno sveglio ma con la quinta - la quinta elementare, dico, come istruzione, non ci imbrogliamo con le marce della macchina ora che stiamo a parlar di scuola guida, che la scuola guida qui è solo un pretesto per parlar di grandi verità cosmiche come il fatto che nella vita servon dei riferimenti altrimenti uno poi si confonde e non sa più qual è la destra e la sinistra e allora poi è un attimo far la fine di Mastella o Capezzone che, perdonatemi lo squallido gioco di parole, non ci si raccapezzan più e vanno un po' di qua e un po' di là, me mi pareva una cosa importante da specificare questa, che far la fine di Mastella e Capezzone, meglio Twitter guarda, che far quella fine lì, siam tutti d'accordo su questo, spero - ci giravano subito i maroni a Morendo, dicevo, sentirmi chieder sempre a sinistra di cosa a sinistra rispetto a che, e gli si leggeva in faccia che lui non c'aveva la minima voglia di invischiarsi in una discussione sui sistemi di riferimento inerziali e non con uno del liceo scientifico e allora mi diceva, Moreno coi maroni girati,"ma vai un po' dove cazzo ti pare" - e io prendevo la via Emilia)
(che poi, esser pignoli, ci sarebbe pure da dire che Moreno era comunista fino ai pistoni, che se era per lui l'autoscuola dell'ACI c'avrebbe avuto le Trabant invece che le Punto e quando uscivi con lui per le lezioni di guida diceva sempre "gira a sinistra" solo perchè lui la parola destra non gli riusciva nemmeno pensarla, figurarsi pronunciarla, e allora poi finivi per girare in tondo e tornar subito al punto di partenza, che non era granchè, come lezione di guida, non so se ci siamo spiegati, ma questa è un'altra storia, che c'avrebbe pure una morale che sarebbe che le estremizzazioni non portan mai da nessuna parte, perchè sì, come lezione di guida non era granchè, ma invece come lezione di vita me mi pareva una gran lezione, solo che ora non vorrei passar per quello che sta qui a far la predica, non sia mai, guarda, meglio Twitter che star qui a passare per uno che vuol far la predica, io, quindi torniamo a noi, come si suol dire con un'espressione un po' incosciente che presuppone l'esser andati da qualche altra parte quando invece non ci siam mai mossi di qui)
(per dire, Vizzolo Predabissi me mi par più una presa per il culo che una vera e propria zona edificabile a norma di legge - con tutto il rispetto per tutti e due gli abitanti di Vizzolo Predabissi che son sicuro son entrambi bravissime persone, s'intende)
questo, giusto queste due righe, per dire perchè ci son passato l'altro giorno durante uno dei miei innumerevoli trasmigramenti, dal casello di Piacenza Nord.
questo, queste poche parole, per dire che non ci volevo credere, io, quando proprio a due passi dal casello di Piacenza Nord, con gli occhi un po' tristi perchè abbandonavo la via Emilia per immettermi titubante sull'A1, con gli occhi tristi ma ancora lucidi che non era un miraggio, no, non era un miraggio il cartello Provincia di Lodi che mi son trovato davanti.
questo, solo questo paio di considerazioni semplici e lineari, per dire ma cioè non so ho reso l'idea della mia sorpresa nello scoprire che non ero ancora arrivato a Piacenza Nord e già mi facevan finire la provincia di Piacenza e mi mettevan lì all'improvviso quella di Lodi, ancora non me ne ero fatto una ragione, di quella storia lì della via Emilia e dell'A1, che già mi troncavan così senza autorizzazione l'Emilia Romagna e mi sbattevano senza previo avvertimento o raccomandata A/R in Lombardia.
io che pensavo di aver ancora qualche metro per abituarmi all'idea.
ora dico.
va bene che in Emilia quelli che stan nel mezzo, lontano dai confini, si senton più Emiliani di quelli che stan, per così dire, sui bordi.
va bene che quelli, che ne so, di Bologna dicono che già quelli di Fiorenzuola son milanesi, figuriamoci quelli di Piacenza.
va bene tutto.
ma prendersi queste libertà,in barba al catasto, all'unità d'Italia, a Garibaldi e ai Farnese, mi par sinceramente troppo.
avessero fatto ricominciar subito Parma, avrei anche capito.
ma Lodi, cristo santo.
e allora deve esser colpa di tutte quelle province venute su come funghi negli ultimi anni, ho pensato.
che una volta esser una provincia era una cosa da pochi, c'eran delle signore città, che eran province, e le altre no, le altre eran comuni, frazioni, paesi e paeselli, c'era mica niente di male, ma era giusto così. al giorno d'oggi invece sembra che possan diventar provincia tutte, sembra che basta chiedere voglio diventar provincia e subito ti dicon certo ci mancherebbe, prego facciam subito partire la pratica.
e così poi vengon su quelle province che non l'avresti mai detto, e poi finisce che pur di far provincia si forman addirittura le coalizioni
(le coalizioni son una roba che ci piace tanto a Mastella e Capezzone, pensa te che fine, le province, far la fine di Mastella e Capezzone)
e allora fan le province associate, come che ne so, le province doppie, per esempio Forlì-Cesena, Olbia-Tempio, o peggio ancora quelle triple tipo la provincia d'origine di Batman, la bat-provincia Barletta-Andria-Trani.
o come la più assurda di tutte che, parer mio, è Monza-Brianza, che è una provincia che non son nemmeno due città, ma una città e un non so cosa, una città e una zona, una contea avrebbero detto nei tempi andati.
deve esser per quello, sì, ho pensato.
che anche Lodi
(con Prato, che nessuno ha ancora capito perchè, Rimini, quella grazie al Cocoricò, credo, e Lecco, quella per via dei Promessi Sposi, immagino)
(che poi ci sono anche i lati positivi, bisogna ammetterlo, con queste province moderne, soprattutto con Rimini, perchè ora il primo che vuol far il sapientone e mi dice che il Cocoricò è a Riccione io ci dico subito che Riccione è in provincia di Rimini e ci tappo la bocca - o volete far diventar provincia anche Riccione?)
è una di quelle province che si sono inventati negli ultimi anni, una di quelle province che i signori del Risorgimento, i carbonari, Mazzini, Verdi e Camillo Bensoconte di Cavour non gli sarebbe passato nemmeno per l'anticamera del cervello, far diventar provincia Lodi.
ma, dico io, va bene tutto, va bene anche Lodi.
però almeno prendetevi l'impegno di non farla sconfinare in Emilia.
anzi dico, va bene tutto che oggi voglio esser buono e conciliante come non mai, fatela pure sconfinare in Emilia.
però prendetevi almeno la briga di cambiar nome al casello, chiamatelo che ne so, Lodi Sud.
o San Rocco al Porto Est.
che almeno uno si prepara psicologicamente, lo sa.
e invece questi tizi qua, questi loschi figuri che disegnan le province al giorno d'oggi, devono aver pensato sai che fatica cambiar nome al casello di Piacenza Nord, cambiar le scritte su tutti i cartelli, su tutte le mappestradali, avvertir tutti gli speaker di Isoradio 103.3 informazioni sul traffico 24 ore su 24, che due maroni devono aver pensato.
e poi gli automobilisti, devono aver pensato, pensa agli automobilisti che ormai sono abituati a dire cara ritardo anche stasera son fermoin coda tra Piacenza Sud e Piacenza Nord quando invece son con l'amante al Grand Park Motel, poi ci tocca cambiar abitudini agli automobilisti e dire
- cara stasera c'ho una novità!
- torni in tempo per la cena?
- no son sempre fermo con l'amante, ma tra Piacenza Sud e San Rocco al Porto Est.
avran pensato quelli che fan le province, son gente abitudinaria, gli automobilisti, meglio non cambiarcele le abitudini agli automobilisti.
e poi sai che fatica, e poi come lo gestisci il fatto che se cambi il nome a Piacenza Nord poi non ha più ragione di esistere Piacenza Sud, che vuoi, che cambiamo il nome anche a Piacenza Sud che la facciam diventare solo Piacenza? ma ci faccia il piacere, avran pensato.
tutti questi cambiamenti, non siam mica pronti noi italiani a una serie di cambiamenti del genere tutti insieme: che due maroni, un po' li capisco anche, quelli che son lì a inventarsi le province negli anni 2000.
un lavoraccio, inventarsi le province nel nuovo millennio.
e poi avran pensato, figurarsi.
lasciam tutto così e continuiamo a scriver messaggini su Twitter.
figurarsi, avran pensato.
lasciam tutto così.
che tanto, chi vuoi che se ne accorga?
OVVERO
come dice il titolo
breve storia ridondante
di fughe, giri e giramenti
dice Lanzavecchia che vicino Genova c'è una roba che se uno ci pensa non ci può credere.
dice (Lanzavecchia, dico) che c'è un complesso edilizio, vicino Genova.
complesso nel senso complicato, dice Lanzavecchia.
complicato nel senso che non si capisce come uno che di mestiere fa l'architetto gli possa esser venuto in mente di tirar su una roba del genere, dice.
a meno che non fosse un architetto con la mania della pulizia, dice Lanzavecchia.
dice che si chiama mysofobia, Lanzavecchia, quella cosa lì, quell'ossessione, quella paura di contaminazione da batteri, germi e cose così.
(me, mysofobia, mi pare più il nome di un gruppo darkwave-gothelectrocore di Baden-Baden, ma tant'è: figuriamoci se mi permetto di contraddire Lanzavecchia, io - ne sa a pacchi Lanzavecchia, figuriamoci)
dice insomma Lanzavecchia che vicino Genova, sulla collina che sta giusto sopra l'autostrada dei fiori
(che anche quella secondo me andrebbe chiamata l'autostrada dei cavalcavia, quella che passa da Genova e si fa tutta la Liguria fino in Francia - che sarebbe un paese in provincia di Ventimiglia, la Francia, lo dico per gli ignoranti, s'intende - o al limite l'autostrada delle raffiche di vento laterali, fiori un cazzo mi verrebbe da dire a me, ma figuriamoci se mi permetto di contraddire Lanzavecchia: se dice autostrada dei fiori allora vuol dire che si chiama autostrada dei fiori - ne sa a pacchi Lanzavecchia, figuriamoci se)
insomma dice lo vedi subito, fuori dal finestrino, se passi di lì.
che poi ora ci sarebbe da dire
(non per giustificarmi, ma queste son quelle cose che paion divagazioni e invece son tutte notizie che servon per capire meglio la psicologia del personaggio, se mi posso permettere per un attimo di usare un linguaggio da critico letterario che ho fin vergogna)
(non che abbia la presunzione di pensare di poter descriver così con due righe un tipo stratificato come Lanzavecchia, uno che ne sa così a pacchi, non mi permetterei mai, sia chiaro - è solo che servon certe informazioni, per andar a fondo di una psiche così intrecciata ed esuberante)
(poi volevo scusarmi ancora di questi termini che uso, nemmeno fossi un illustre italianista come che ne so, Natalino Sapegno, non vorrei mai che uno poi pensa ma vedi questo si crede d'esser Natalino Sapegno e allora mi scuso di nuovo, soprattutto con il Sapegno, Natalino dico)
però sì, ci sarebbe da dire che Lanzavecchia ha lavorato cinquant'anni alla camera di commercio di Albissola Marina, cinquant'anni seduto, dice Lanzavecchia, fermo immobile dietro un vetro a far le solite quattro cose, a vedere le solite quattro facce, pure brutte, dice Lanzavecchia, senza offesa per nessuno, dice: una roba che o diventi scemo subito, oppure sopporti sopporti e poi quando arriva la pensione reagisci così
(così sarebbe che Lanzavecchia, il primo giorno che è andato i pensione è partito,voglio girare un po' l'Italia ha detto)
che Lanzavecchia alla fine è sì uno che ne sa a pacchi, ma è modestoLanzavecchia e allora non se la sentiva mica di dire quello che dicon tutti in questi casi: voglio girare un po' il mondo, dicon tutti, in questi casi.
e invece Lanzavecchia no, lui dice mi accontento anche dell'Italia, che tanto, il mondo già gira da solo, dice Lanzavecchia lui che ne sa a pacchi e allora non vorrete mica che non sia aggiornato sulla teoria copernicana, non vorrete mica che uno come Lanzavecchia sia ancora legato ai pregiudizi tolemaici?
insomma, dice Lanzavecchia che il mondo lui gira già da solo, che non c'è motivo di girarlo noi: l'Italia invece, quella, dice Lanzavecchia, quella son centocinquant'anni che è ferma lì, atrofizzata come le sue gambe - di Lanzavecchia, dico - sulla seggiolina della camera di commercio di Albissola Marina il giorno prima di andare in pensione.
son centocinquant'anni che è lì, dice, e lei sì che andrebbe un po' girata e rigirata,rivoltata come un calzino andrebbe, l'italia, dice Lanzavecchia.
e allora lui quel giorno della pensione cosa ha fatto? voglio girare un po' l'italia, ha detto.
ha preso su un suo amico, un tizio di Albisola Superiore, Guastelli mi pare si chiami, Pino Guastelli di Albisola Superiore sì, credo di non sbagliarmi
(che anche questa è strana, dice Lanzavecchia, che quello di Albissola e Albisola è l'unico caso in Italia che si chiaman diverso, questi paesini siamesi, questi borghi mare&monti che in Italia, dice Lanzavecchia lui che ne sa a pacchi, ce ne son tanti - tipo Castagneto Carducci e Marina di Castagneto, o Rosignano Marittimo e Rosignano Solvay)
(che quello forse ora che ci penso è pure un esempio un po' fuori luogo, visto che anche loro, i Rosignani, se posso chiamarli così solo per questa volta, son ben strani, visto che Rosignano Marittimo è sul monte mentre quello che è al mare è Rosignano Solvay - ma qui ora si divaga sul serio e c'è bisogno di riportare il discorso sui binari iniziali, come si suol dire, parer mio)
(ce ne son tanti ma si chiaman tutti uguale, dice Lanzavecchia, solo Albissola Marina e Albisola Superiore si chiaman diverso, poco, ma diverso, dice Lanzavecchia, anche se me mi vien da pensare che alla fine magari una volta si chiamavan uguale pure quelli, solo che, a forza di salir e scender dal monte per andar su e giù al mare qualcuno ha perso unaesse durante il tragitto - son cose che succedono direi io, sai com'è, la storia, la tradizione orale li fan di questi scherzi, mica mi pare il caso di fagliene una colpa, agli abitanti di Albisola, e men che meno a quelli di Albissola, loro che la esse ce l'hanno ancora, figurarsi, ma non vorrei andar contro quello che dice Lanzavecchia, che lui ne sa a pacchi)
Pino Guastalli, uno che gli dici cosa fare e lui la fa.
insomma ha preso il Guastelli, Lanzavecchia dico, e ci ha detto andiamo un po' a girar l'Italia, tu guidi, che io c'ho le gambine atrofizzate da cinquant'anni di camera di commercio che è un posto che non san fare nemmeno le sedie comode, dice Lanzavecchia. ergonomia occupazionale dice si chiama, la scienza che dovrebbe occuparsi di far le sedie comode sul lavoro.
(me orgonomia occupazionale mi pare più il nome di una cover band dei CCCP che suonava al circolo ARCI del quartiere Pappagnocca di Reggio nell'Emilia nel '92, ma figuriamoci, se Lanzavecchia dice che invece è una roba per le sedie comode sarà sicuramente così: Lanzavecchia ne sa a pacchi, figuriamoci un po')
orgonomia occupazionale una sega, alla camera di commercio di Albissola Marina, dice Lanzavecchia.
insomma ci ha detto, Lanzavecchia al Guastelli, tu guidi, io guardo fuori dal finestrino.
giriam l'Italia, ci ha detto, che se non c'è verso di far una rivoluzione, almeno una rotazione ce la concederanno.
eccheccazzo, ci ha detto Lanzavecchia al Guastelli, lui (il Guastelli dico) che è uno che ci dici una cosa e lui la fa senza fiatare.
e così son partiti.
saran cinque o sei anni ormai: una roba che farci due conti in tasca, a Lanzavecchia, par che ha deciso di sputtanarsi la pensione in benzina, ma che volete, se ha pensato così, lui che ne sa a pacchi, io dico che ha isuoi buoni motivi.
che poi dico, ci pensi cinque o sei anni a guardar fuori dal finestrino?
quante cose vedi, quanto mondo, quanta Italia, sempre in movimento sempre a rotolare qua e là, un'Italia mai ferma. sembra quasi un altro paese, dice Lanzavecchia.
ci pensi dico io, quanta roba di corsa fuori dal finestrino?
è chiaro che poi ne sai a pacchi.
e allora io dico che c'è da fidarsi, se Lanzavecchia assicura che lassù, proprio lassù che sovrasta dalla collina il tracciato dell'autostrada dei fiori
(io non lo se eh, io ci sarò passato giusto un paio di volte da lì, ed entrambe le volte ero troppo impegnato a tener stretto il volante contro le raffiche di vento laterali che ti portan via, lì sui cavalcavia dell'autostrada dei fiori, fiori un cazzo, dico io - che non lo so, però se lo dice Lanzavecchia ci credo, figuriamoci)
insomma sì, pare che da quelle parti, se guardi bene sulla collina fuori dal finestrino, ci sia un complesso edilizio chiamato le Lavatrici.
l'han chiamato così, dice Lanzavecchia, per via della follia di quell'architetto mysofobo, per via della caratteristica struttura ad oblò, tipica del diffuso elettrodomestico, dice Lanzavecchia, che contraddistingue in maniera inconfondibile i balconi di quelle abitazioni incoscienti.
dice Lanzavecchia che è una roba da matti.
tutti quegli stabili edificati su piani sbalzati esposti verso l'esterno seguendo l'andamento collinare nella discesa verso valle.
(ascoltalo, come parla Lanzavecchia dopo cinque sei anni a guardar fuori dal finestrino - si sente o no che è uno che ne sa a pacchi?)